Asakusa (浅草), il quartiere tradizionale di Tokyo

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Asakusa (浅草) è un quartiere di Taito a Tokyo. A mio modo di vedere è uno dei migliori luoghi nella capitale dove è ancora possibile respirare un po’ dell’aria tradizionale giapponese che un po’ si è andata perdendo nella metropoli nipponica, ma che invece è ancora possibile ammirare in larga misura a Kyoto. Asakusa ha come suo fulcro il tempio Sensōji, dedicato a Kannon Sama, la dea buddista della misericordia, ed è il luogo di venerazione più antico e più famoso di Tokyo. Venne costruito nel settimo secolo d.C., tuttavia lo splendido tempio che è possibile osservare oggi con i suoi meravigliosi colori e il tipico stile giapponese è una ricostruzione avvenuta in seguito alla distruzione totale che avvenne durante la seconda guerra mondiale.
La via principale del quartiere passa davanti al Kaminarimon (雷門 “Porta del tuono”) con la sua chōchin, l’imponente lanterna di carta rossa molto famosa e ricercata dai turisti per qualche foto ricordo. Tra le attrazioni della via, si notano i ragazzi vestiti nei tradizionali abiti dei portantini, disponibili a trasportare in giro per il quartiere i turisti in risciò, le equivalenti nostre carrozze.

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La famosa Nakamise dori, ossia la Via principale che immette alla porta Kaminarimon conduce al Sensōji. Ai lati della Nakamise, sempre affollata di visitatori, si trovano numerose bancarelle di prodotti tipici: souvenir, vestiti tradizionali, parrucche da samurai, peluche, giocattoli.
L’atmosfera è davvero straordinaria. E’ possibile assistere ad una presenza massiccia di turisti asiatici e giapponesi e i turisti occidentali si possono contare sulle dita di una mano. Tutto questo contribuisce ad alimentare quella sensazione di immersione in qualcosa di esotico e speciale. Per chi come me ama l’Asia e la sua gente, camminare in quella via e osservare il modo di fare dei diversi asiatici e il loro modo di parlare o scherzare è davvero un’esperienza unica. Non si riesce a pensare più a niente e ci si identifica con quella massa godendo il momento e contemplando la cultura asiatica in tutti i suoi aspetti. Questo può non essere un aspetto positivo ma è senz’altro un’esperienza da provare!

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La via è pienissima di negozietti dove è possibile mangiare un po’ di street food tipicamente giapponese.Tra le attrazioni culinarie della Nakamise, si menzionano i senbei, cracker di riso preparati al momento sulla griglia e insaporiti nella salsa di soia; si vendono poi dolcetti di tutti i tipi, da quelli tradizionali ai lecca lecca a forma di Hello Kitty o Doraemon; pesci infilzati sui bastoncini, yakisoba (spaghetti di grano saraceno saltati alla piastra) e yakitori (spiedini di pollo alla griglia).
E’ tutto così davvero emozionante! Solitamente non mi piacciono i luoghi affollati e cerco di evitarli, così non mi piace tutto ciò che è commerciale e che può rovinare l’atmosfera tradizionale di un luogo, ma qui in questa terra tutto riesce a caricarsi di un’aura particolare che ti conquista e che poi è difficile abbandonare.
Proprio ad un lato del tempio, ho avuto la possibilità di scattare la mia prima foto con una ragazza giapponese vestita con il kimono. Probabilmente era la sua prima volta dal momento che era intenta a scattarsi diverse foto da diverse angolature e sembrava anche molto piccola. Nonostante questo si è resa subito disponibile e ci ha regalato un souvenir davvero sorprendente. In realtà, l’intera area è piena di ragazzi e ragazze vestiti con abiti tradizionali e scattarsi una foto con uno di loro è davvero molto facile. Mettete da parte il disagio e l’imbarazzo dal momento che i Giapponesi amano i turisti occidentali e sono anche molto disponibili!!!

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Prima di entrare nel tempio Sensoji  è possibile acquistare per 100yen alcuni bastoncini di incenso da piantare in un braciere comune dal quale viene emanato un denso fumo con il quale è possibile purificarsi portando verso sè stessi il fumo agitando le mani. In realtà rimasi ben poco tempo vicino a quel braciere visto che mi era quasi impossibile respirare e per quanto riguarda gli effetti della purificazione davvero non saprei! Ma fa parte della tradizione ed è sempre bello osservare qualcosa di nuovo e di diverso specie in ambito religioso. I Giapponesi hanno un modo totalmente diverso da quello occidentale di praticare e mostrare la loro fede a Dio e anche in questo caso, come in tanti altri esempi tipicamente occidentali, c’è molto del folklore e della credenza popolare in queste tradizioni.

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