Living Takayama, Living Japan

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Se dovessi tornare in Giappone, e credo che sia solo una questione di tempo, deciderei senz’altro di rivisitare la città di Takayama. Negli articoli precedenti ho raccontato di come durante il viaggio in treno da Nagoya alla stessa Takayama abbia provato sentimenti e sensazioni mai provate prima e ho raccontato brevemente alcune impressioni generali sulla città.
In questo articolo approfondirò definitivamente le mie esperienze in questa città. Devo partire subito dicendo che nell’hotel che ci ha ospitato ho ricevuto una delle migliori ospitalità durante il mio soggiorno in Giappone. L’hotel era mandato avanti da una signora anziana che, tuttavia, mandava avanti l’intera gestione del complesso da sola: ciò significa che la stessa si occupava delle pulizie, della reception e preparava anche la colazione al mattino!
L’albergo sorgeva su una collinetta e anche se inizialmente io e il mio compagno di viaggio imprecammo verso quella posizione assurda dal momento che fummo costretti a trascinare le nostre pesanti valigie in salita verso la cima di quell’altura, fummo più tardi sorpresi dalla visuale fantastica che dalla nostra camera era possibile osservare. Dalla finestra della nostra stanza si poteva osservare l’intera città in tutta la sua estensione e al mattino l’intero panorama emergeva in tutto il suo splendore con la città circondata dalle Alpi Giapponesi, in lontananza alcuni fiumiciattoli scendevano dalle cime delle montagne e dalle case si alzavano i fumi dei focolari accesi nelle abitazioni per via del freddo polare che regnava nella regione. L’atmosfera al mattino, con quel suo banco di nebbia che ricopriva la città e che pian piano con l’alzarsi del sole tendeva a sparire, era molto affascinante.
Devo ammettere che presso quell’hotel ho mangiato la migliore colazione “non occidentale” del mio soggiorno giapponese. Francamente i giapponesi possono avere dei gusti discutibili al mattino dal nostro punto di vista, ma sicuramente la colazione giapponese è senz’altro più invitante di quell’orrore che è la colazione cinese – che avemmo purtroppo modo di provare un mattino – e che per noi italiani può segnare un’intera esistenza! La “Signora del fai tutto” ci cucinò un ottimo pasto che tuttavia il mio amico, molto schizzinoso su certe regole culinarie, non ebbe modo di apprezzare passando l’intera mattinata al bagno ma che mi consentì di fare un bis contro tutte le aspettative.

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Al di là della nostra esperienza in albergo, che ancora una volta dimostra come non sia necessario soffermarsi alle prime impressioni e che invita a vivere le esperienze fino in fondo, devo raccontare di come la nostra visita in città fu senz’altro la migliore e la più vivibile di tutte le altre che avemmo modo di sperimentare in quelle due settimane. La città è scarsamente attraversata dalle auto e pur essendo dislocata in un territorio abbastanza grande e montagnoso l’uso delle auto non è granché richiesto. Per questo motivo i locali così come qualche turista decidono di muoversi per la città con una bicicletta.
E’ possibile affittare una bicicletta quasi ovunque a Takayama essendoci più negozi autorizzati in questo tipo di vendite che supermercati o altri tipi di locali. Il costo per l’affitto di un’intera giornata è veramente ridicolo e inoltre è possibile lasciare la bicicletta ovunque senza avere il timore alcuno di essere derubati. Probabilmente questo tipo di vocabolo “derubare” è completamente assente nel vocabolario giapponese e potrei raccontare esempi numerosi.

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Grazie a questa bicicletta abbiamo potuto raggiungere luoghi davvero incredibili e distanti. Non avendo il timore di dover lasciare la bici ad un’ora prestabilita eravamo liberi di goderci l’intera nostra passeggiata in quel territorio ostile; ostile perché oltre alla temperatura sotto lo zero fummo accompagnati anche da una leggera pioggia che in realtà rese l’intera nostra avventura a Takayama estremamente “wild”. Così con i nostri mezzi e una mappa della città inserita a regola d’arte nel cestino dinanzi abbiamo raggiunti templi e luoghi di attrazione fuori portata.
Uno dei maggiori richiami nella città di Takayama sono le case private che in certi giorni sono aperte al pubblico e che è possibile visitare gratis a condizione di rispettare le regole e le usanze del posto. Tutto ciò è estremamente interessante perché si ha l’opportunità di visitare dal vivo una tipica abitazione in stile giapponese e vivere una esperienza incredibile. Di primo mattino in questa città non si muove quasi nulla e nessuno e la visita a queste dimore private è qualcosa che mi sento sicuramente di consigliare.
Un elemento che mi ha senz’altro colpito è la presenza di un cortile interno in ciascuna di queste abitazioni che rende quei luoghi già di per sé magici anche dei posti di pace e serenità dove magari è possibile leggere un libro o ascoltare della musica in tutta pace e serenità; mentre un elemento divertente è il fatto che se si decide di visitare il secondo piano di queste case private ci si può rendere conto di come i giapponesi siano davvero bassi dal momento che è quasi impossibile muoversi su queste soffitte senza rischiare di andare a sbattere la testa da qualche parte.

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Infine, una delle esperienze che porterò per sempre nel mio cuore e nella mia mente di questo mio viaggio a Takayama è il momento in cui sorpresi da un’alluvione senza pari decidemmo comunque di dirigerci verso il luogo in cui sorge il mercato mattutino di Takayama e che verso le 12.00 tende a chiudere. Alcune bancarelle, sia per l’orario e sia per la pioggia, avevano deciso di chiudere quando vediamo una cesta di mele rosse immense! Pur avendo fame ci sembrava un azzardo pranzare a quell’ora e così decidiamo di comprare quelle mele rosse immensamente attirati dalla sua bellezza estetica (erano prodotti coltivati direttamente senza l’uso di alcun prodotto chimico e direttamente strappati dagli alberi e dalla terra e venduti in giornata).
Parcheggiamo le bicilette sotto un immenso albero ricoperto di magnifiche foglie rosse e che ci riparava dalla pioggia e iniziammo a mangiare.
Così assaggiavo la mela più buona e succosa che abbia mangiato in tutta la mia vita sotto un albero che ci proteggeva dal cattivo tempo mentre appoggiati sulle sbarre di un ponte osservavamo il magnifico panorama del fiume che attraversava la città.
I locali ci osservavano fieri e contenti perché in quel momento eravamo completamente identificati non solo con la natura ma con lo stesso spirito giapponese. Scrivendo ora tutto questo mi assalgono momenti di immensa gioia e di tenera nostalgia …

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Dopo quella pausa avemmo modo di visitare altre zone splendide della città e anche di contemplare un’intera area interessata da templi e cimiteri giapponesi che sono sempre molto affascinanti e che fino a quel momento avevo visto solo in qualche raro film asiatico o nel cartone animato della Walt Disney di Mulan.
Al termine di quella giornata, mentre ci indirizzavamo verso l’albergo per una breve pausa tattica dopo aver lasciato i nostri mezzi, la pioggia e le nuvole avevano lasciato spazio al bel tempo e ad uno splendido tramonto mentre la natura ci graziava ancora con uno dei suoi miracoli meravigliosi.
Mi manchi Takayama …

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