E’ necessario pensare l'”Istruzione” in un modo nuovo

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E’ necessario pensare in modo innovativo per affrontare le sfide del presente e quelle del futuro. Dei concetti apparentemente di natura filosofica e psicologia legati ad un ambiente esoterico possono essere applicati alla realtà attuale. Il filosofo armeno Gurdjieff e più tardi un discepolo della sua scuola Maurice Nicoll sostenevano la necessità di “pensare in modo nuovo” facendo riferimento al termine greco di “metànoia”.
Questo tipo di riflessione può interessare diversi ambiti. Se pensiamo alla società attuale si può osservare e sperimentare come i giovani di questa generazione siano del tutto incapaci di affrontare le sfide che la nuova realtà lavorativa pone dinanzi. Le aziende sono alla continua ricerca di giovani che abbiano una certa esperienza in un certo settore lavorativo, eppure non si comprende come questi giovani possano entrare in possesso di questa tanto richiesta esperienza dal momento che nessuno è in grado o desidera investire sulla formazione giovanile.
Viviamo in una società e siamo inseriti in un contesto lavorativo dove si richiede che siano direttamente i giovani ad acquisire magicamente queste competenze senza che nessuno sia disposto ad investire su alcuno poiché tale processo non sarebbe efficiente rispetto ai sperati e attesi risultati aziendali.
In teoria questa esperienza dovrebbe essere fornita da una struttura scolastica o universitaria che tuttavia oggi, almeno in Italia, non è in grado di rispondere minimamente alle esigenze del mercato o del mondo del lavoro.
La formazione dello studente italiano è ancora principalmente ancorata ad un percorso essenzialmente teorico caratterizzato dallo studio di decine di manuali scritte da “addetti al mestiere” che immaginano di scrivere ad altri come loro mentre in realtà non stanno che scrivendo a sé stessi. Questi libri di “formazione” che sono poi diari personali degli autori vengono messi in circolazione con la pretesa che uno studente possa comprendere un linguaggio settoriale senza avere alcuna esperienza diretta e pratica del settore di riferimento.
La società attuale è interessata dalla perdita costante dei posti di lavoro a scapito delle macchine e sulla base delle osservazioni e dati raccolti nella mia tesi di laurea sembra che nei prossimi dieci e vent’anni si potrà assistere ad una ulteriore perdita dei posti di lavoro.
Il lavoro umano non sembra quasi più necessario poiché economicamente più oneroso e meno produttivo del lavoro tecnologico, cioè svolto dalle macchine. Per questo motivo è necessario pensare in “modo nuovo” la formazione del giovane.
E’ vitale comprendere che uno studente che abbia passato tutta la sua vita a leggere e ad apprendere dai libri non è in grado minimamente di svolgere alcuna mansione pratica e potrebbe apparire addirittura meno preparato rispetto ad un suo coetaneo che magari lavora già da un po’ di tempo in un certo ufficio; così come una persona che ha passato tutto il suo tempo ad eseguire mansioni pratiche non è in grado di svolgere alcuna attività diversa rispetto a quella di competenza – che tra le altre cose viene svolta anche meccanicamente – e ciò non gli consentirà mai di effettuare un possibile balzo in avanti nella sua carriera professionale poiché sa fare molto ma conosce poco.
Gurdjieff diceva che lo sviluppo unilaterale del sapere produce un debole yogi mentre uno sviluppo unilaterale dell’essere crea uno stupido santo. Al di là della natura e della comprensione di questi due concetti è necessario comprendere che lo sviluppo dell’essere e del sapere sono entrambi necessari allo sviluppo completo dell’uomo.
E’ necessario rivedere le categorie legate al percorso formativo universitario e pensare ad un sistema dove un giovane venga messo nella posizione non solo di apprendere dai manuali ma anche di trovare una conferma alla preparazione intellettuale nell’attività pratica.
Ciò si comprende e si applica per l’attività medica; perché non si realizza per tutti gli altri settori della formazione?

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