La festa di San Valentino (バレンタインデー) in Giappone

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La festa di San Valentino (バレンタインデー) è molto popolare in Giappone, e come tutte le feste occidentali importate nel paese del sol levante, fu introdotta per fini commerciali. A differenza di quanto accade da noi Italia, e probabilmente nel resto dei paesi del mondo, non esiste la consuetudine tra gli innamorati di incontrarsi per un appuntamento romantico, cenando insieme e scambiandosi piccoli doni, ma tutto è legato al regalo di cioccolata.
La cosa strana in Giappone, che a mio modo di vedere tanto strana non è, è che a regalare la cioccolata sono però solo le ragazze, e non la regalano soltanto al proprio fidanzato o più in generale alla persona amata, ma a tante persone. Dal mio personale punto di vista ritengo questa cosa molto romantica e anche in perfetto stile Kawaii quasi tipico da parte di una ragazza giapponese.

Vi sono quindi tre diversi “tipi” di cioccolata:

-la giri-choko (義理チョコ), la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata dell’obbligo”, che è semplice cioccolata, comprata nei negozi e regalata in confezioni normali, senza spendere molto, che viene regalata dalle ragazze a persone come i propri compagni di classe o colleghi di lavoro. Spesso questa cioccolata viene regalata per la solita motivazione che condiziona i giapponesi in molti aspetti della loro vita, il seguire ciecamente le convenzioni sociali, ovvero “tutti lo fanno, è consuetudine farlo, quindi bisogna farlo”, non importa se la convenzione sociale sia dettata da qualche multinazionale dei dolciumi;

-la tomo-choko (友チョコ), la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata dell’amico”, che è un regalo più sincero, regalato agli amici a cui si vuole bene davvero, talvolta anche tra ragazze e quest’anno per la prima volta mi è capitato non tanto di regalare una tavoletta di cioccolato ad una mia amica giapponese ma quanto meno di farle l’augurio di trascorrere una felice e serena giornata (anche se spetterebbe solo alle ragazze farlo stando alle consuetudini giapponesi);

-la honmei-choko (本命チョコ), la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata del prediletto”, che viene regalata alla persona che si ama, quindi al proprio fidanzato o marito, o a qualcuno di cui si è innamorati e a cui ci si vuole dichiarare o comunque far capire i propri sentimenti. Questa cioccolata viene preferibilmente preparata in casa con le proprie mani e confezionata con cura, oppure comprata nei negozi scegliendo però qualche marca pregiata e costosa e avvolta in confezioni particolari.

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Se si considerano tutti questi tipi di regali e di persone a cui è possibile, e a volte anche doveroso, presentare questo tipo di regalo comprendiamo benissimo come non solo sia dispendioso per le tasche di una povera ragazza giapponese (che in quei giorni sarebbe meglio se non si facesse notare in pubblico), ma è anche chiaro il giro d’affari che ruota attorno a questa tradizione in Giappone.
Esattamente un mese dopo San Valentino, il 14 marzo, si celebra il White Day (ホワイトデー), una ricorrenza collegata a San Valentino ma esistente (quasi) solamente in Giappone e introdotta nel 1978 dall’associazione delle industrie dolciarie giapponesi. Questo fenomeno è detto Girichoco, dove giri è quel senso di riconoscenza ed obbligo che si ha verso gli altri e che pervade buona parte della vita relazionale nipponica come abbiamo già captato sopra..
Durante questa giornata, i ragazzi che hanno ricevuto della cioccolata in regalo da una ragazza un mese prima per San Valentino, dovrebbero in teoria ricambiare regalando loro della cioccolata bianca (da qui viene il nome “white day”). Anche per i ragazzi vale la distinzione dei tre tipi di cioccolata fatta sopra, ma i ragazzi regalano molta meno giri-choko rispetto alle ragazze, anzi molto spesso fanno un regalo solo alla ragazza che amano. Inoltre, insieme con la cioccolata, i ragazzi spesso aggiungono regali molto più costosi, come peluche o altri tipi di dolci, o perfino gioielli e accessori di abbigliamento e lingerie. Il colore prediletto è sempre il bianco, simbolo di purezza. Sembra una cosa assurda, ma è importante che un ragazzo ricambi spendendo di più rispetto a quanto speso dalla ragazza un mese prima (almeno il triplo). Se il dono dovesse essere di uguale valore, questo significherebbe che il ragazzo non ricambia i sentimenti della ragazza!

Sinceramente, l’unica cosa che salvo di tutta questa tradizione è il fatto che siano anche le ragazze – in qualche modo – a manifestare i loro sentimenti non solo verso le persone amate ma anche verso i propri amici o amiche. Forse dal nostro punto di vista occidentale sarebbe stato più galante che fossero stati prima i ragazzi a Febbraio a regalare qualcosa alle proprie ragazze o persone amate per poi essere eventualmente ricambiati a Marzo e senza obbligare quella persona ad una spesa tripla.

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