Tokyo (東京) e Kyoto (京都市) a confronto

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La seconda città giapponese che più mi ha affascinato nel mio primo soggiorno in Giappone è stata l’antica capitale di Kyoto. Qualcuno dei miei lettori potrebbe chiedermi come mai al primo posto vi sia l’apparente insignificante Takayama e perchè sul secondo gradino del podio vi sia invece Kyoto e non Tokyo. Io rispondo che in realtà Tokyo è forse la città più bella tra quelle che io abbia mai visto in tutti i miei viaggi tuttavia, a livello di sensazioni ed impressioni, non mi ha toccato quanto Takayama e Kyoto.
In verità, credo che Tokyo nemmeno possa essere qualificata come una vera e propria città giapponese o orientale. Al di là di qualche suo quartiere o zona caratteristica che ovviamente ha mantenuto l’ispirazione e la cultura nipponica, l’intera megalopoli si presenta quasi come il prototipo perfetto della città occidentale. Tutto ciò che possiamo ritrovare magari a Londra o a New York o a Los Angeles, e anche tutto ciò che possiamo immaginare e che tuttavia non è presente in queste metropoli, lo ritroviamo riprodotto perfettamente a Tokyo.
Quando una persona giunge a Tokyo ovviamente rimane affascinato da tutte le luci della città e dagli immensi grattacieli e tuttavia con il passare del tempo ci si rende sempre più conto che l’intera città è stata ricostruita – dopo la distruzione subita in seguito al secondo conflitto mondiale – avendo come punto di riferimento gli standard urbanistici occidentali. Tutto ciò può essere anche confermato dal tipico stile di vita che è possibile respirare sia a Tokyo che a Kyoto.

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A Tokyo, fatta eccezione per il quartiere di Asakusa e per qualche altra zona o parco, è quasi difficile individuare giapponesi che vadano in giro vestiti con kimono o abiti tradizionali; il ritmo di vita è molto più frenetico, tutti sono vestiti in giacca e cravatta e si affrettano verso i propri posti di lavoro. La tipica giornata di un giapponese a Tokyo inizia molto presto già alle 7.00.
A Takayama in modo evidente, e a Kyoto – ovviamente in modo molto meno che evidente perché si tratta sempre di una grande città – il ritmo di vita è di gran lunga meno “adrenalinico”. Una cosa che ci stupiva a Kyoto era come, pur trovandoci in una grandissima città, gli esercizi commerciali aprissero alle 9.00!!! A Takayama i vari negozietti locali aprivano alle 9.00 e chiudevano alle 17.00. Tutto ciò ci stupiva molto (e in modo del tutto ingiustificato visto che si tratta sempre di 8 ore lavorative) poiché pensavamo che in Giappone non si facesse altro che lavorare e anche perché credevamo che si trattasse di città che non dormissero mai. Ciò valeva solo per Tokyo che in fondo è la capitale.
Come dicevo, a Kyoto è possibile ammirare la splendida architettura giapponese in tutti i suoi elementi in ogni angolo della città e contemplare lo stile di vita nipponico nel modo di fare dei suoi abitanti. Questo perché Kyoto è stata risparmiata dalla distruzione della seconda Guerra Mondiale e conseguentemente ha mantenuto intatto il suo fascino primordiale. La città non è sovrastata da grattacieli tant’è che dalla sua torre più alta e famosa, la Kyoto Tower – alta appena un centinaio di metri e di gran lunga più piccola rispetto alla Tokyo Sky Tree alta circa 534 m -, è possibile ammirare l’intera estensione della città che non sembra essere nemmeno tanto vasta.

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Qui le tipiche abitazioni in stile giapponese che è possibile osservare negli anime o anche  nei manga giapponesi sono molto più numerose rispetto che a Tokyo o sicuramente più visibili e godibili. I quartieri di Kyoto, completamente riempiti da pali e fili elettrici che si snodano ovunque per i suoi vicoli, sono di un fascino unico perché sorgono in tutta la loro bellezza e non sono coperti o nascosti dai grattacieli che possono essere interessanti ma che non rendono di certo godibile il paesaggio a lungo andare.
A Kyoto, più che a Tokyo, è possibile incontrare quasi ad ogni angolo di strada una ragazza o un ragazzo vestiti con un tipico abito tradizionale giapponese. Tutto ciò rende viva la città con i colori stupendi di quei kimono e riempie di gioia il cuore del turista che si sente completamente immerso in quell’atmosfera orientale.
Si potevano incrociare geisha in strade particolari e ad orari specifici, era possibile ammirare lo spettacolo dei kimono non solo nei templi ma anche sui tram o sugli autobus ed era possibile fermarsi a fare una foto con un locale molto più facilmente che a Tokyo dove le persone erano sempre di fretta e si temeva sempre di ostacolare qualcuno nella sua tabella di marcia giornaliera.
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