In giro per Pest (Budapest)

davBudapest è una città meravigliosa che può essere visitata in soli 3 giorni. Durante la mia permanenza ho deciso di suddividere il tour della città in base a tre zone e dedicarmi esclusivamente ai monumenti dell’area stabilita. La visita della riva sinistra della città può iniziare da Hosok Tere (Linea 1), la coreografica Piazza degli Eroi, con il suo colonnato dedicato all’Arcangelo Gabriele che sostiene la corona di S. Stefano, simbolo della nazione ungherese.
Quando abbiamo visitato questo monumento, di prima mattina, il termometro segnava -11°C e l’ampio spiazzale di certo non aiutava le correnti d’aria fredda che gelavano le dita anche solo uscendole per un paio di secondi (per rispondere a qualche chiamata maledetta!). Quando la piazza è vuota è davvero affascinante perché si può ammirare questo monumento in tutta la sua maestosità.
Poco dopo questo altare, sulla destra, era presente una sorta di pista ghiacciata dove eventualmente gli ungheresi trascorrono la maggior parte del loro tempo invernale pattinando sul ghiaccio. Lo scenario era davvero incredibile dal momento che la pista ghiacciata rifletteva un sole tenero di una limpida giornata di febbraio e il tutto era reso ancora più magico dalla presenza del castello Vajdahunyad Vara alle spalle di questa arena ghiacciata. Tutti gli edifici che costituivano il castello erano davvero ben tenuti e sembravano ricreare quell’atmosfera ottocentesca che ha interessato Budapest durante gli anni della dominazione asburgica e l’intero complesso era inserito all’interno di un immenso parco spoglio che in primavera ed in estate promette di diventare il principale punto di attrazione non solo per i praticanti dello jogging ma anche per il movimento giovanile che qui può radunarsi e trascorrere le proprie giornate immersi nella natura.


A questo punto sempre con la linea 1 si può decidere di scendere verso il centro città e visitare il Terror Hàza Mùzeum. Il museo si trova nell’edificio che venne usato come quartier generale della polizia politica sia nazista sia comunista. Il museo testimonia i tragici effetti dei regimi che oppressero l’Ungheria durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Sinceramente abbiamo deciso di non visitarlo all’interno e tuttavia, all’esterno, era presente un palco con un maxi schermo che riproduceva alcuni video che testimoniavano gli anni di orrore vissuti dalla popolazione ungherese.
Devo dire che inizialmente il tutto mi aveva affascinato per il suo valore storico che dimostrava come nessun sistema o partito politico è esente dal male quando tutto è dominato dalla lotta per il potere, ma quelle immagini accompagnate da quello che sembrava essere molto vicino ad un canto gregoriano o di un qualche monastero ortodosso iniziò lentamente a commuovermi e a penetrare nel mio cuore. E’ stata davvero un’esperienza unica ed inaspettata.  Sentivo davvero la viva sensazione che qualcosa stesse entrando in me e che quella composizione fosse stata composta in modo cosciente, cioè con l’obiettivo di trasmettere certe emozioni o informazioni. (E’ difficile spiegare questa esperienza per chi non è pratico di certe letture di G.I.Gurdjieff).

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Seguendo l’Andrássy, il grandioso viale che unisce la piazza al fiume, si ammirano numerosi edifici in stile neoclassico tra cui spicca il Magyar Allami Operahaz, il principale teatro della capitale, con la sua facciata ornata da statue.
Poco vicino all’Opera, o volendo anche ad una sola fermata di metro (sempre linea 1), sorge la Basilica di Santo Stefano o la Szent Istvan Bazilika, il santo re fondatore della nazione ungherese.
La basilica dall’esterno è davvero imponente e il suo portale d’ingresso che sorge su una larga piazza è davvero maestoso. L’ingresso è completamente gratuito e la visita vale davvero parte del nostro tempo. L’interno non è troppo illuminato e il tutto sembrava ricreare l’atmosfera decadente e triste di quelle chiese medioevali che è possibile vedere in qualche film. L’interno è davvero sorprendente e vista la mia scarsa conoscenza della storia dell’arte non mi metterò a descrivere per filo e per segno tutti i particolari artistici di questo monumento. Da profano dell’arte posso dire che la chiesa era davvero sorprendente e alcuni giochi di luce rendevano l’atmosfera davvero spettrale.
La visita della sponda di Pest può proseguire con la Sinagoga non molto distante dalla basilica e da qui si può proseguire con i tram 47-48-49 per la visita anche del Museo nazionale ungherese per poi terminare con il market hall  o il mercato al coperto più grande d’Europa pieno di negozietti di alimentari e di souvenir tenuto sorprendentemente molto pulito e curato.

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