In fondo siamo solo Italiani!

emigranti

Qualche giorno fa ho scritto un post polemico verso l’ “Italia”, quasi sia possibile scrivere ad un destinatario di questo tipo. La motivazione di quel mio messaggio che voleva essere in fondo solo un richiamo ad alta voce, in realtà, era giustificato dalla frustrazione dovuta all’impossibilità concreta di trovare un lavoro nel sistema italiano.
Riflettendo a mente lucida e in maniera oggettiva, cioè non influenzato da elementi di carattere soggettivo che possono distorcere l’osservazione e l’analisi dei fatti, mi sono reso conto di una semplice verità: SIAMO SOLO ITALIANI. Cosa vuol dire?
Oggi giorno si può assistere ad una emigrazione costante di giovani italiani verso altri paesi europei ed extra-europei alla ricerca di lavoro e di nuove opportunità pronti a mettersi in gioco qualunque sia la nuova situazione che si presenterà loro dinanzi. Ma si tratta di un fenomeno nuovo o questo processo può avere una spiegazione più “alta”?
Vorrei ricordare che se i Romani non avessero avuto non solo la capacità di amministrare le terre conquistate, ma anche la caparbietà di vivere lontani da casa per mesi, se non avessero avuto la volontà di esplorare e conquistare sempre terre ignote e distanti e se, nel contempo, non avessero avuto un certo spirito di adattamento a realtà del tutto impreviste e imprevedibili, non avrebbero mai costruito l’impero più grande della storia dell’umanità. Lo spirito di conquista e d’avventura e il coraggio e la volontà di andare oltre i propri limiti sono stati gli elementi di forza della civiltà latina che si sono trasmessi poi ai propri discendenti.

world
E’ inutile ignorare la prova dei fatti: ciò che siamo non è solo il risultato dei cromosomi dei nostri genitori, dalla combinazione dei quali si delinea il nostro aspetto fisico; ciò che una persona è o può essere è anche il risultato della storia della sua famiglia. Spesso nella realtà, ma anche nei romanzi del realismo italiano e francese si possono leggere storie di personaggi che pur provando ad emergere da una realtà di miseria finiscono in ogni caso in miseria percorrendo le orme e il destino della propria famiglia.
Ciò che voglio dire è che quando nasciamo non ereditiamo solo cromosomi ma anche influenze astrali, di popolo, che vanno al di là dell’osservazione empirica dei fatti.
E’ inutile ricordare la storia delle repubbliche marinare durante il Medioevo o ribadire il fatto che, nonostante gli spagnoli ci abbiano provato e pure continuino a farlo, Cristoforo Colombo era un genovese e quindi aveva sangue italiano e di conseguenza non era uno spagnolo pur vivendo forse in Spagna. Nei periodi più difficili della storia economica e politica migliaia di famiglie italiane si sono trasferite negli Stati Uniti o in Sud America. Ovunque voi andiate in vacanza ci saranno sempre degli italiani che vivono o lavorano in quei posti.
Alla fine gli italiani non sono solo pizza, pasta e mandolino ma anche un popolo di navigatori e viaggiatori, esploratori dell’ignoto e gente che si mette in gioco lontano da casa pur non dimenticando le proprie origini.
Quindi quando lasciamo casa per andare via non dobbiamo essere tristi o arrabbiati, ma solo essere fieri e coscienti di questo nostro destino impresso nel sangue perché chi, se non gli italiani, può riuscire nell’impresa di andar via e sopravvivere oltre le normali previsioni di tutti e vincere le difficoltà del caso e della sorte. In fondo, siamo solo Italiani!

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