E poi dicono che gli italiani sono razzisti

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Non intendo scrivere un articolo o una riflessione di carattere politico, ma solo utilizzare un fatto degli ultimi mesi come spunto per una breve analisi del fenomeno immigrazione anche se, in realtà, l’argomento potrebbe interessare ambiti differenti e numerosi.
Con l’insediamento del ministro Salvini si è assistito ad un drastico calo degli arrivi di barconi nei porti italiani con misure che potremmo definire anche estreme e ciò ha determinato un forte dibattito nell’opinione pubblica relativo alla natura morale o meno di certi provvedimenti verso questi “poveracci” che cercano rifugio in Italia o che vedono nel nostro paese solo un punto di transito necessario per il raggiungimento di altri paesi europei.
Non voglio occuparmi di questo argomento nello specifico, ma solo brevemente porre in risalto certi fenomeni che un pò potrebbero pure dare fastidio. In questi giorni, stando almeno a certe fonti riportate dai quotidiani italiani, si sono potute leggere accuse di razzismo e di altro tipo nei confronti del popolo italiano vista la natura politica degli ultimi provvedimenti in materia di immigrazione che hanno visto, forse per la prima volta negli ultimi 20 anni, l’Italia alzare la testa e opporsi contro i toni dittatoriali di certi leader e paesi europei.
Come ho scritto in un post qualche mese fa, mi troverò costretto negli ultimi mesi ad abbandonare l’Italia ma scrivevo e spiegavo che quest’onda di italiani diretti altrove per cercare lavoro ed un senso alla propria vita rivela una caratteristica intrinseca del nostro popolo che sempre è stato interessato da fenomeni migratori verso altri paesi e continenti alla ricerca di riscatto e di migliori opportunità lavorative. Ciò che voglio dire è che difficilmente non si troverà una famiglia italiana che non abbia al proprio interno un parente che non sia emigrato e quindi noi italiani possiamo davvero sapere e parlare con cognizione di causa; siamo il popolo europeo, forse assieme agli irlandesi, che più di ogni altro ha vissuto il dramma e il disagio non solo di abbandonare la propria terra, ma anche di subire trattamenti di carattere discriminatorio da parte della gente locale.
Che si venga a dire ora che manchiamo di moralità, di senso civico o cristiano e di qualsiasi altra cosa che sole certe fantasie distaccate dalla realtà possono elaborare è del tutto fuori luogo.
Vorrei ricordare che i paesi nordici campioni di civiltà sotto molti punti di vista si sono resi protagonisti di uno dei fenomeni di razzismo che più di ogni altro hanno segnato la mia esistenza e che continuerò per sempre a ricordare. Stranamente, lo stesso fenomeno che sto per descrivere, si è verificato a Stoccolma e a Copenaghen all’epoca del mio secondo e terzo viaggio all’estero. Una sera del nostro soggiorno in questi luoghi ci facciamo attirare da una fila abbastanza interessante di persone che si accingeva ad entrare in una discoteca. Avevamo interesse solo a trascorrere una serata diversa dal momento che non avevamo assolutamente in programma di andare ad una di queste serate e tuttavia pensiamo di intrattenerci un pò oltre l’orario di rientro programmato. Mentre siamo in coda per entrare vediamo diversi ragazzi bere e addirittura mettersi bottiglie di vodka e altro alcohol negli zainetti. Tutto fila liscio ma al momento del nostro ingresso veniamo fermati, me ed il mio amico (eravamo solo in 2) e ci viene intimato di esibire le nostre carte di identità.
I Bodyguard iniziano a parlare nella loro lingua smettendo improvvisamente di comunicare in inglese e dopo qualche minuto ci viene chiesto di allontanarci senza alcuna motivazione se non quella per la quale eravamo italiani e che secondo il codice di quel locale l’ingresso era stato interdetto ad italiani e rumeni.
In quel momento me ed il mio amico restammo davvero perplessi ed increduli tant’è che continuammo nelle ore successive a ripetere nella mente le parole che ci avevano riferito nella speranza di convincerci che qualcosa ci fosse fuggito in quel dialogo in inglese che forse avevamo travisato, ma niente. Eravamo stati allontanati perchè italiani!

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