Il lato oscuro di Parigi

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Camminando per le strade della capitale francese mi hanno sorpreso diversi elementi e molte curiose situazioni. A nessuno piace vivere in una città militarizzata e tanto meno avvertire sulla propria pelle uno stato di tensione continua, ma le vicende che hanno interessato questa città negli ultimi anni sono evidenti e tangibili: Parigi. non è una città sicura. Lo dimostrano gli attentati che si sono verificati negli ultimi anni e che hanno interessato la capitale e altre località francesi. Sarebbe quindi lecito aspettarsi una presenza quanto meno evidente di militari o corpi di polizia per le strade della città cosa che invece manca totalmente.
Anche camminando per le città in Giappone si poteva assistere all’assenza completa di militari eppure quasi ad ogni angolo di strada vi sono piccoli uffici della polizia locale che assicurano così una certa presenza dello stato nelle città nipponiche. Ovviamente stiamo parlando di una società, quella giapponese, la quale non può e non deve essere utilizzata come termine di paragone.
Ciò che voglio dire è che camminando per le strade di Parigi si può sentire quell’assenza completa di sicurezza che sarebbe legittimo aspettarsi non dico in una città sotto assedio, ma quanto meno in una metropoli sovraffollata con migliaia di turisti al giorno; qualcosa può sempre succedere ed un intervento tempestivo può certamente modificare il corso degli eventi. Parigi non è una città sicura o quanto meno non dà l’impressione di esserlo.

militariparigi

Un’altra situazione collegata a questa assenza di sicurezza è la forte presenza di immigrati che riempiono certe zone di Parigi. Tra immigrati e turisti riuscire a trovare un autentico francese può diventare un’impresa nei primi giorni di permanenza nella città. Personalmente sono riuscito a vivere una Parigi francese solo al terzo giorno nel Quartiere Latino nella mia visita al Pantheon ed altri monumenti posti in zona.
Non sono certamente razzista, anzi, ciò rende Parigi una città fortemente multietnica che sicuramente offre stimoli di confronto e scambio culturale molto elevati. Ciò che inquieta non è l’alta presenza di immigrati sicuramente provenienti dalle ex colonie francesi in Africa ed in Asia, ma le attività alle quali questi si prestano se non allo stato di abbandono in cui possono essere trovati.
Lo stato evidente di questa situazione può essere vissuta ai pieni della Torre Eiffel soprattutto negli orari serali quando arabi e africani iniziano a vendere cestelli di alcolici neanche ci trovassimo in una di quelle sale ricevimenti per le feste di fine anno. E’ possibile reperire alcolici in modo molto semplice e a volte questi personaggi risultano essere molto fastidiosi il che rende una potenziale reazione molto pericolosa. Credere che il comune di Parigi o lo stato francese autorizzino la vendita di questi prodotti in certi orari della giornata ed in una zona a forte impronta turistica come la Torre Eiffel è molto difficile. Più facile, invece, è credere che queste persone si sentano autorizzate a farlo proprio per l’assenza di controlli e lo stato di abbandono in cui versa la città.
Voglio chiarire che si tratta di una mia impressione personale e che probabilmente le mie osservazioni ed esperienze si siano verificate in giorni o in momenti in cui tali controlli non erano previsti. Tuttavia, la sensazione che si tratti di uno ordinario stato delle cose nella capitale francese è molto forte.

venditaalcolici

 

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