Il Palazzo di Versailles

Come consigliato negli articoli precedenti, credo che la città di Parigi meriti almeno 4 giorni per essere visitata interamente. Nessuno dei suoi monumenti o attrazioni può essere sottovalutato, specie per la sua importanza storica, e – considerando l’opportunità di visitare tutti questi gratuitamente se si è cittadini europei sotto i 25 anni – la possibilità di trattenersi un giorno in più per ammirare la bellissima capitale francese dev’essere senz’altro presa in considerazione.
In realtà, 3 giorni sono più che sufficienti per visitare Parigi, tuttavia se si vuole ammirare lo sfarzo e l’opulenza della reggia di Versailles allora il quarto giorno diventa d’obbligo. Mi sento di consigliare vivamente la visita a questo complesso poco fuori dalla città di Parigi – circa 30 min al massimo – dal momento che ci si reca in questo posto non solo per contemplare l’ennesimo monumento della storia francese o per ammirare la ricchezza degli antichi sovrani di Francia, ma anche perchè qui è possibile riposarsi o passeggiare all’ombra di bellissimi giardini ed è anche consigliato sostare in questi parchi sconfinati per un pic-nic tra amici o per una semplice chiacchierata.
Anche la visita al Palazzo è completamente gratuita e rientra all’interno di quella lista di monumenti che è possibile visitare usufruendo della cittadinanza europea. La visita al palazzo e alla Tenuta di Trianon sono gratuiti mentre l’accesso ai giardini è a pagamento ma il costo è facilmente sostenibile e l’accesso altamente consigliato.
Vorrei invitare alla visita della Reggia di Versailles il quarto giorno del soggiorno parigino dal momento che il sistema di metro che conduce a Versailles non rientra nell’abbonamento dei 3 giorni della metro e che include solo le zone dalla 1 alla 3. Ragion per cui sarebbe intelligente dedicare i primi tre giorni all’esplorazione della città usufruendo del pass e quindi munirsi di un biglietto a parte per raggiungere Versailles il quarto e ultimo giorno, il quale può essere acquistato a poco più di 7 euro comprensivo dell’andata e del ritorno. Considerato che al termine della giornata avrete visitato questo spettacolare e rinfrescante luogo alla sola cifra di circa 17 euro (costo della metro e dei giardini) direi che il gioco vale la candela.
La gita fuori Parigi a Versailles può essere articolata in tre diversi momenti che cercherò di spiegarvi uno ad uno.

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1) Il Palazzo di Versailles è stato elencato come sito del patrimonio mondiale per 30 anni ed è uno dei più grandi successi nell’arte francese del 17 ° secolo. Il vecchio padiglione di caccia di Luigi XIII fu ampliato da suo figlio, Luigi XIV, quando installò la corte e il governo nel 1682. Una serie di re continuò ad abbellire il palazzo fino alla Rivoluzione francese. Nel 1789, la rivoluzione francese costrinse Luigi XVI a lasciare Versailles per Parigi. Il palazzo non sarebbe mai più stato una residenza reale e un nuovo ruolo fu assegnato ad esso nel 19 ° secolo, quando divenne il Museo della Storia della Francia nel 1837 dal re Luigi Filippo, che salì al trono nel 1830.
Il Palazzo di Versailles non ha mai svolto il ruolo protettivo di una roccaforte medievale nonostante venga spesso indicato come “castello”. A partire dal periodo rinascimentale, il termine “castello” era usato per riferirsi alla posizione rurale di una lussuosa residenza, al contrario di un palazzo urbano. Infatti, era molto comune parlare del “Palazzo” del Louvre nel cuore di Parigi e del “Castello” di Versailles nel paese. Quando vennero avviati i lavori di costruzione della reggia Versailles era solo un villaggio. Fu distrutto nel 1673 per lasciare il posto alla nuova città che Luigi XIV desiderava creare.
La parte senz’altro più sensazionale di tutta la visita al palazzo, che consente di ammirare le centinaia di stanze che riempivano la struttura e ovviamente decorate da uno sfarzo senza limiti d’immaginazione, è la famosissima Sala degli Specchi. Utilizzata per molte cerimonie della corte francese durante l’Ancien Régime, la Galerie des glaces ha ispirato molti altri architetti nel mondo ed è in grado di suscitare un senso di stupore e meraviglia ancora oggi con centinaia di turisti che cercano di rubare scatti regali immaginandosi per un giorno anche loro stessi degli sovrani. Le grandi gallerie erano all’epoca molto di moda: luogo di passaggio e mezzo di comunicazione tra varie residenze, erano ambienti che si prestavano a grandi cicli decorativi.

2) I visitatori che guardano attraverso la finestra centrale nella Sala degli Specchi vedranno la Grande Prospettiva allungarsi verso l’orizzonte dal Parterre Water. Questa singolare prospettiva risale originariamente al regno di Luigi XIV, ma fu sviluppata e ampliata dal giardiniere André Le Nôtre, che allargò la Via Reale e scavò il Canal Grande.
Nel 1661 Luigi XIV affidò ad André Le Nôtre la creazione e la ristrutturazione dei giardini di Versailles, che considerava importanti quanto il palazzo. I lavori per i giardini furono iniziati contemporaneamente ai lavori sul palazzo e durarono per circa 40 anni. Durante questo periodo André Le Nôtre collaborò con artisti del calibro di Jean-Baptiste Colbert, Sovrintendente agli edifici del Re dal 1664 al 1683, che gestì il progetto, e Charles Le Brun, che fu nominato Primo Pittore dal re nel gennaio 1664 e fornì i disegni per un gran numero di statue e fontane.
Ultimo ma non meno importante, ogni progetto è stato rivisto dal Re stesso, che era desideroso di vedere “ogni dettaglio”. Non molto tempo dopo, l’architetto Jules Hardouin-Mansart, diventato Primo Architetto del Re e Sovrintendente degli Edifici, costruì l’Orangerie e semplificò i contorni del Parco, in particolare modificando o aprendo alcuni dei boschetti.
La creazione dei giardini era un compito monumentale. Grandi quantità di terreno dovevano essere spostate per livellare il terreno, creare parterre, costruire l’Orangerie e scavare le fontane e il Canale in luoghi precedentemente occupati esclusivamente da prati e paludi. Gli alberi sono stati portati da diverse regioni della Francia. Migliaia di uomini, a volte persino interi reggimenti, hanno preso parte a questo immenso progetto.
La passeggiata nei giardini di Versailles è stata senz’altro la mia parte preferita della giornata. Numerosi labirinti di alberi e siepi si estendono per centinaia di metri ed è affascinante perdersi in essi immaginando a come sarebbero potute essere le passeggiate e conversazioni dei nobili francesi a quel tempo con le loro dame o amanti. Migliaia di turisti e francesi dopo essersi persi nel tempo che fu decidono di sedersi nei prati presso il Canal Grande e qui trascorrono la maggior parte della giornata chiacchierando, giocando, mangiando, leggendo o semplicemente ascoltando musica.
E’ incredibile notare come in un posto così affollato di gente sia anche altrettanto facile perdersi in se stesso e isolarsi dal mondo grazie al potere benefico della natura che tutto il posto circonda e che permea della sua presenza. Molto bello è anche affittare una barca a remi e navigare il Canale mentre il vento fresco ti sfiora la pelle, il sole ti rinvigorisce con i suoi raggi e decine di volatili appartenenti alle più diverse specie fanno da sfondo ad un panorama unico e sensazionale.

3) Nel tentativo di ottenere una breve tregua dall’etichetta di corte, i re di Versailles si costruirono spazi più intimi vicino al palazzo principale. Adiacente al Petit Parc, la tenuta di Trianon ospita i palazzi Grand Trianon e Petit Trianon, così come l’Amleto della Regina e una varietà di giardini ornamentali. La costruzione della tenuta iniziò sotto Luigi XIV, che fece costruire il Grand Trianon Palace all’estremità del ramo settentrionale del Canal Grande. La tenuta è forse più strettamente associata alla regina Maria Antonietta. La moglie di Luigi XVI cercò regolarmente rifugio presso il Petit Trianon, dove commissionò meravigliosi giardini paesaggistici incentrati su un villaggio di cottage costruiti nello stile rustico allora in voga. Progettato per momenti più intimi, questa tenuta reale contiene gioielli architettonici e magnifici giardini la cui diversità e ornamenti gli conferiscono un fascino unico.
Il Grand Trianon è una composizione architettonica unica con una galleria centrale a colonne, o ‘Peristyle’, che si apre sul cortile centrale da un lato e sui giardini dall’altro. La costruzione iniziò nel 1687, diretta da Jules Hardouin-Mansart sotto lo sguardo attento di Luigi XIV. Il re usava questo nuovo palazzo come residenza privata dove poteva passare il tempo con Madame de Maintenon. In origine era conosciuto come il “Marble Trianon” per i pannelli di marmo rosa che adornavano le eleganti facciate del palazzo. La maggior parte degli appartamenti ha mantenuto il loro aspetto originale, inclusa la sontuosa Mirror Room dove il re avrebbe tenuto un consiglio. Le aiuole geometriche ornate dei giardini francesi sono state piantate con decine di migliaia di fiori, uno spettacolo che è stato molto ammirato dai visitatori di Luigi XIV.
Il Petit Trianon, considerato il capolavoro dell’architetto reale Ange-Jacques Gabriel, è un manifesto per il movimento neoclassico. Completato nel 1768, fornì a Luigi XV e alla sua nuova padrona la contessa Du Barry l’intimità che mancava così tanto al palazzo.
Questa nuova residenza reale era in realtà un’estensione della passione del re per le scienze botaniche: era desideroso di avere una casa nel cuore dei giardini a cui dedicasse tanto del suo tempo e che, al momento della sua morte, erano tra i più ricchi in Europa.

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